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Consulente finanziario robot

Se da un lato le tecnologie informatiche e del web stanno creando nuovi mestieri, dall’altro mettono in pericolo vecchie e consolidate professioni che, se non si trasformano, rischiano di vedersi ridimensionare notevolmente le proprie attività. Per consulenti del lavoro, commercialisti, avvocati, e anche per ingegneri, periti, giornalisti, ecc., le cose stanno da tempo cambiando, sia nel modo di lavorate che di informarsi, ma non pareva possibile che potesse mutare anche il rapporto con il cliente. Invece ci sono già i robot che danno consulenza in diversi campi, fino a poco tempo fa prerogativa dei soli professionisti.

Tra le professioni in rapida trasformazione c’è anche quella del consulente finanziario. Negli Stati Uniti l’utilizzo dei robo-advisor per la consulenza finanziaria sta crescendo a grande velocità, la quota di investimento effettuato con la consulenza dei robot è ancora bassa ma il numero degli investitori è già di tutto rispetto. Segno che sono in molti che vogliono provare la nova modalità robotizzata di consulenza finanziaria ma prima di dare completa fiducia a questi strumenti, il risparmiatore vuole testare l’efficacia e l’affidabilità.

Ma quali sono i vantaggi e i problemi di questa nuova metodologia di consulenza e servizio? Attualmente prima di fare un investimento, per la generalità delle persone che non hanno una preparazione specifica in materia finanziaria, è normale affidarsi a “consulenti” delle banche, poste, promotori finanziari. Questi però spesso non sono dei veri e propri consulenti ma dei venditori degli istituti bancari e finanziari e raramente garantiscono uno spettro di investimento ampio e costantemente aggiornato. D’altra parte il rapporto che si instaura con delle persone in carne e ossa, direttamente o attraverso gli istituti sembrano dare inizialmente maggiori garanzie e fiducia, ma non sempre questa fiducia viene onorata, basta vedere gli scandali finanziari che si susseguono da molto tempo.

Il consulente robot invece ha diverse caratteristiche, che almeno a prima vista possono sembrare più pratiche e vantaggiose: il consulente virtuale può essere interpellato in qualsiasi momento; costa molto di meno; è o dovrebbe essere continuamente aggiornato; propone, secondo algoritmi preimpostati, il meglio sul mercato in relazione al profilo dell’investitore e alle specifiche richieste di qualità del collocamento; imposta l’investimento direttamente online. Inoltre il sistema informatico di consulenza non è soggetto in fase di proposta a: errori umani; interessi particolari; a scelte emozionali sempre possibili per le persone fisiche. Questa imparzialità però si verifica solo al momento della consultazione del sistema, non nella sua implementazione. Infatti al momento dell’inserimento o della ricerca informativa, la sua elaborazione attraverso gli algoritmi, di per se non sono garanzia di imparzialità. Quindi anche nel caso robo-advisor, alla base del rapporto sta la fiducia verso la società di gestione che sviluppa i software e le formule matematiche che regolano il robot.

I sistemi di tecno finanza e dei robo-advisor ormai sono disponibili in tutto il mondo e anche diverse società italiane si cimentano da tempo in questo settore. Quindi anche nel campo della consulenza finanziaria, ci avviamo verso un periodo dove le macchine dell’informazione ci daranno gli elementi necessari per fare le scelte, sostituendo o perlomeno affiancando l’attività professionale di molte persone.

Edo Billa