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Industria 4.0: il futuro prossimo

Conosciuta come “Industria 4.0”, è la nuova rivoluzione dell'attività manifatturiera che si dispiegherà nei prossimi anni. Il termine, nato in Germania nel 2011, è ormai riconosciuto in tutto il mondo tecnologicamente avanzato e intende sintetizzare l’idea di una quarta rivoluzione industriale. Quello che succederà non è ancora ben definito ma gli obbiettivi però si cominciano a sviluppare attraverso importanti investimenti. L’aspetto più percepibile di questo nuovo sconvolgimento delle attività produttive, è che un cittadino consumatore potrà non solo proporre di realizzare un prodotto personalizzato, ma attivare, attraverso la rete, la produzione di oggetti e di servizi da solo. Fra 5 o 10 anni quando la nostra automobile avrà bisogno di un intervento, non sarà necessario farla vedere da un meccanico, ma riceveremo sul nostro telefonino un messaggio che ci avvertirà del problema e ci proporrà di cambiare un pezzo o di effettuare una manutenzione, segnalando il relativo costo e proponendoci di fissare, in tempi ravvicinati e adeguati alle nostre esigenze, un appuntamento per risolvere il problema. A questo punto si potrà fissare, sempre dal nostro telefonino, un appuntamento. Immediatamente il sistema in rete attiverà l’officina scelta, accerterà automaticamente che abbia i ricambi necessari e in caso contrario provvederà a produrli e inviarli nei tempi prestabiliti. Nel giorno previsto quando arriveremo nell’officina sarà tutto predisposto per l’intervento. Anche se rompiamo una tazza di tè del sevizio migliore, potremo con il tuo telefonino scattare un foto e inviarla al produttore, richiedendo che ci invii una uguale. Anche in questo caso il sistema attiverà una macchina che produrrà, senza alcun intervento umano, la nostra tazza e ce la spedirà velocemente. Se abbiamo deciso invece di avere un servizio di tazze nuovo e fatto con colori e forme che desideriamo, nessun problema, basta inviare la proposta, vedere immediatamente con una foto l’aspetto reale delle nuove tazze personalizzate e se daremo l’ok, in pochissimo tempo arriverà a casa il servizio al prezzo pattuito.

Questi sono solo alcuni esempi marginali di cosa ci possiamo aspettare e di come evolverà il nostro rapporto con il mercato dei beni che ci servono o che desideriamo. Cambierà il nostro stile di vita e il modo di lavorare. I nuovi sistemi di produzione integrata ai consumi dovrebbero avere anche il vantaggio di razionalizzare le attività e gli impieghi e di ridurre drasticamente il consumo di energia, con un forte impatto positivo sull’ambiente. Forse, come già Keynes prevedeva nel 1930, nel ventunesimo secolo avremo maggiore tempo libero da dedicare all’istruzione, alla cultura, alle relazioni, allo svago e alle attività che più ci interessano. Tutto bene, dunque, o forse no, dipende da come evolverà questa nuova rivoluzione. Intanto però, tra i molteplici benefici, si intravedono almeno due problemi: il tema della sicurezza dei sistemi e della rete e la questione sociale e del lavoro. Infatti, da un lato si può prevedere che la rete di comunicazione e i sistemi di produzione integrata siano molto complessi e delicati, con la possibilità di andare in tilt e provocare gravi danni in occasione ad esempio di particolari eventi atmosferici, di incidenti o di attacchi di gruppi terroristici; dall’altro sicuramente le ricadute sia sulle professioni sia sui livelli occupazionali saranno molto forti e, se mal gestiti, rischiano di provocare pesanti ricadute sociali. Vedremo.

Edo Billa