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Servizio idrico: nuove regole per la qualità e le tariffe

Con l’applicazione delle delibere dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (Aeegsi) ci saranno importanti cambiamenti nel rapporto tra aziende e utenti del servizio idrico. Si possono prevedere mediamente migliori standard di qualità e una razionalizzazione del sistema tariffario ma le bollette continueranno ad aumentare. Le nuove regole sul metodo tariffario e sulla qualità contrattuale del servizio idrico dovrebbero consentire una incentivazione degli investimenti nel settore e favorire il miglioramento della qualità contrattuale delle prestazioni offerte all’utenza, nonché una maggiore razionalizzazione delle gestioni e il riconoscimento dei costi per le sole opere effettivamente realizzate.

Quindi cosa ci si può aspettare? Per gli standard di qualità l’Aeegsi ha fissato 45 regole di trasparenza contrattuale con requisiti minimi omogenei da rispettare validi in tutte le Regioni, che garantiscono per la prima volta tempistiche precise. Le regole, che possono essere ulteriormente migliorate dai singoli gestori, riguardano ad esempio la tempistica per l’allaccio alla rete idrica di una nuova utenza privata che deve avvenire entro 10 giorni dalla richiesta dell’interessato; l’attivazione o la voltura entro 5 giorni; la concessione di un appuntamento entro 7 giorni dalla richiesta, mentre la verifica del contatore si deve effettuare entro 10 giorni dalla domanda. Poi, se all’utente è stata tolta l’acqua per morosità, non dovranno passare più di due giorni feriali per la riattivazione della fornitura dal momento in cui l’interessato avrà saldato il debito. Se la società di gestione non rispetta questi termini deve pagare un indennizzo automatico di 30 euro per infrazione, che sarà accreditato in bolletta. Inoltre sono previsti anche gli obblighi minimi di fatturazione prevedendo che il gestore emetta una bolletta semestrale per consumi medi annui fi no a 100 metri cubi, quadrimestrale per quelli tra 101 e 1.000 metri cubi, trimestrale per quelli tra 1.001 e 3.000 metri cubi e bimestrale oltre i 3.000. I nuovi standard qualitativi minimi dovranno essere garantiti a partire dal primo luglio 2016, ed entreranno a pieno regime nel 2017. Se sul fronte degli standard di qualità qualcosa si muove, per le tariffe del servizio idrico integrato la strada da fare è ancora lunga. In Italia, infatti, sono ancora inspiegabilmente molto diversificate - si va da 100 fino oltre 400 euro all’anno per un consumo medio per famiglia di 150 meri cubi - e inoltre continuano ad aumentare: nel 2015 l’incremento medio è stato del 5%, circa 12 euro, lo stesso aumento è previsto anche per il 2016.

Quali saranno, quindi, gli effetti del nuovo sistema di tariffazione? Secondo Alberto Biancardi del Collegio dell’Autorità, intervenuto recentemente al convegno organizzato a Udine dal Forum Consumatori-Imprese FVG, si prevede un importante aumento degli investimenti che dovrebbero portare negli anni al completamento delle fognature, alla depurazione di tutte le acque reflue, alla riduzione delle perdite idriche e al miglioramento della qualità dell’acqua. Se da un lato le cose sembrano muoversi nella direzione giusta, il problema dell’aumento e della congruità delle tariffe mette in allarme ancora i cittadini che si chiediamo: per quanto tempo le bollette continueranno ad aumentare per completare gli investimenti necessari? Come i cittadini utenti possono sorvegliare, monitorare e verificare l’efficacia degli investimenti? A questa domanda riteniamo debba essere data adeguata una risposta.

Edo Billa